BACOLI
- Un vortice infernale tra
le mura domestiche durato per anni. Il timore di non farcela, poi la
denuncia del marito e, all’orizzonte, una vita serena con il
figlio. È la storia di Adriana Di Colandrea, vittima di violenze e
soprusi da parte dell’uomo che aveva sposato.
Lo scorso 14 novembre, i giudici della III Sezione della corte di appello di Roma lo hanno condannato ad una pena di sei anni per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. La fine di un incubo e una vittoria per la signora Adriana Di Colandrea, difesa dall’avvocato ProcoloAscolese.
In I grado, il processo penale si era concluso nel settembre del 2011 con la condanna a due anni di reclusione per l’ex marito che, difeso dall’avvocato Stefano Montesi, in appello è stato condannato a sei anni, alla interdizione dai pubblici uffici, al pagamento delle spese legali e alla interdizione legale durante la pena, oltre al risarcimento dei danni materiali. Una storia dalla inaudita violenza fatta di comportamenti lesivi della dignità e della incolumità fisica della signora, che ad un certo punto ha detto basta.
Rimandare a domani e sperare di recuperare una storia finita tra le maglie della violenza non serviva più a niente. Se ne è resa conto quando ha letto il terrore anche negli occhi di suo figlio. Così ha denunciato il marito, con cui viveva a Roma, ed è ritornata a Bacoli con il bambino. Per ricominciare. Lontano dagli abusi, dalle minacce e dagli insulti diventati quotidiani.
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